SANTUARIO
BEATA VERGINE MARIA DELLE GRAZIE
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23 Giugno 1991  

Giovanni Paolo II pellegrino al Santuario






Il Papa Giovanni Paolo II fece Visita Apostolica alla Diocesi di Mantova soffermandosi per due giorni: 22 e 23 Giugno 1991. Accogliendo l'invito del Vescovo Egidio Caporello volle fare questa sua visita nella ricorrenza dei 400 anni dalla morte di San Luigi Gonzaga, patrono mondiale della gioventù.  A San Luigi, di cui era molto devoto, il Papa volle affidare con intensa preghiera le Giornate Mondiali della Gioventù, programmate per l'agosto successivo a Czestochowa in Polonia. La visita ebbe il suo momento centrale la domenica 23 Giugno, nella storica Piazza Sordello della città di Mantova. Il Suo impegnativo programma si concluse a Grazie di Curtatone: una prima accoglienza nel Sagrato con i Madonnari, una intensa preghiera privata dentro il Santuario, alla fine la celebrazione della preghiera del Santo Rosario e ultimi festosi saluti nel "Prato della Madonna", in riva al lago sul quale il Santuario si affaccia.
Salutando
e ringraziando il Santo Padre che si preparava a ripartire per Roma, il Vescovo Egidio Caporello disse tra l'altro: "Padre Santo, domani è di nuovo lunedì! Ci aiuti ad accogliere il seme da Lei seminato, a seminarlo andando e, se occorre, piangendo: ciascuno portando il suo seme, e tutti insieme sicuri che, seminando in pianto, si raccoglie nella gioia". E' l'espressione incisa a pie' del monumento che ora, nel giardinetto antistante il Santuario, fa memoria di quella storica Visita Apostolica.


Vengo accolto dalla grande pittura che è sull'asfalto, e che riproduce il Giudizio Universale del grande Michelangelo. Vengo accolto con un certo "memento ... attenzione!", come avvenne per me quando nella Cappella Sistina venni eletto Papa. Vedo comunque al vertice di questa grande scena il segno della speranza, che è la Madonna.
Voglio anche ringraziare il grande artista invisibile, che dipinge la sua pittura soprannaturale nei vostri cuori. Questo artista si chiama "Spirito Santo". Vi saluto nel suo nome, con la grande speranza che lui - il pittore e artista divino - possa dipingere nei vostri cuori la verità profondissima e definitiva che già risplende in Cristo e nella Vergine. Anch'io voglio concludere il mio pellegrinaggio in terra mantovana come pellegrino che, attratto dalla Madonna, guarda con fiducia all'orizzonte grande e pieno della nostra vita.

(cfr. Giovanni Paolo II, Sagrato del Santuario, 23 Giugno 1991)





Omelia di Giovanni Paolo II






PREGHIERA A MARIA


Madre della Chiesa, e Madre nostra Maria,
raccogliamo nelle nostre mani
quanto un popolo è capace di offrirti;
l'innocenza dei bambini,
la generosità e l'entusiasmo dei giovani,
la sofferenza dei malati,
gli affetti più veri coltivati nelle famiglie,
la fatica dei lavoratori,
le angustie dei disoccupati,
la solitudine degli anziani,
l'angoscia di chi ricerca
il senso vero dell'esistenza,
il pentimento sincero di chi
si è smarrito nel peccato,
i propositi e le speranze
di chi scopre l'amore del Padre,
la fedeltà e la dedizione
di chi spende le proprie energie nell'apostolato
e nelle opere di misericordia.
E Tu, o Vergine Santa,
 fa' di noi altrettanti coraggiosi
testimoni di Cristo.
Vogliamo che la nostra carità sia autentica,
così da ricondurre alla fede gli increduli,
conquistare i dubbiosi, raggiungere tutti.
Concedi, o Maria, alla comunità civile
di progredire nella solidarietà,
di operare con vivo senso della giustizia,
di crescere sempre nella fraternità.
Aiuta tutti noi ad elevare
gli orizzonti della speranza
fino alle realtà eterne del Cielo.
Vergine Santissima, noi ci affidiamo a Te
e Ti invochiamo, perché ottenga alla Chiesa
di testimoniare in ogni sua scelta il Vangelo,
per far risplendere davanti al mondo
il volto del tuo Figlio
e nostro Signore Gesù Cristo.

Giovanni Paolo II








 
INDIRIZZO DI OMAGGIO
DEL VESCOVO

MONS. EGIDIO CAPORELLO
23 Giugno 1991


Santo Padre,

forse io ho parlato troppo! E Le chiedo scusa!
Chiedo scusa anche alla gente mantovana, ai giovani, ai preti, che nel nome di Cristo e con i miei limiti, ho quasi tormentato per un anno intero. Ora riparo dicendo poche cose.

Vede questo splendido scenario? Vede i campi e la tradizione agricola dei mantovani ieri tribolati, e oggi carichi di problemi, se si vuole, ma consapevoli che è sacrilego lamentarsi; e che qui ci sono risorse da non consumare per noi stessi, ma da spendere per la solidarietà tra di noi e con un mondo che è povero, ma che è disgnitosamente in attesa di scambio, di attivazione dei suoi diritti non solo alla sopravvivenza ma alle proprie dignità, alla propria sicurezza, alla convivialità tra i popoli?

Sono discorsi impegnativi, Santo Padre! E noi mantovani abbiamo abusato della Sua disponibilità e della Sua presenza tra di noi, a cominciare da ieri sabato e per tutta questa lunga domenica!

Allora Le dirò una cosa sola; Le dirò che ... domani è lunedì! E che, come Maria dopo l'Annunciazione, dovremo uscire e andare in fretta, e con gaudio, portando in noi la presenza sacramentale di Cristo da seminare nel mondo; perché il mondo, visitato dal Signore, sussulti di gioia, tanto quanto sussultò di gioia Giovanni Battista nel grembo di Elisabetta (domani è la sua festa!): "A che debbo che la Madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato nel mio grembo!" (Lc 1, 39 ss.).

Santo Padre! Qui scende la nostra "Grande Domenica".

Vede i ragazzi, vede gli adolescenti appena cresimati? Vede i fidanzati, i giovani sposi, gli ammalati, gli agricoltori, le famiglie, e ancora una volta i preti del nostro territorio?

Vede il nostro Santuario della Madonna delle Grazie? Qui nessun mantovano si sente fuori casa. Perché questo è luogo di perdono e di grazia per tutti!

Voglia allora invocare con noi e per noi la Vergine Santissima. Perché domani è lunedì, e non c'è tempo da perdere. Dobbiamo noi pure uscire, e metterci in viaggio con sollecitudine per salutare il mondo nel nome di Cristo; perché il mondo si senta visitato da Dio ed esulti dal suo grembo la vitalità dello Spirito che, contrariamente a tante pessimistiche ed amare considerazioni, il mondo in genere - ma anche ogni umana creatura, soprattutto se fragile e povera - porta sempre in sè.

"Grandi cose" ha fatto anche in questa domenica l'Onnipotente! E Santo è il Suo nome!
Dica al Signore solo che guardi all'umiltà della Chiesa mantovana, sua serva, e che la renda pellegrina perseverante, fedele e gaudiosa.
Forse basta questo, ma non è poco; forse è proprio tutto ciò che ci serve per una missione che non bada ai risultati, come Cristo Gesù non badò ai risultati ma alla seminagione.

Padre Santo, ci aiuti ad accogliere il seme, e a seminarlo andando; e, se occorre, piangendo; ciascuno portando il suo seme, e tutti insieme; sicuri che, seminando in pianto, si raccoglie nella gioia.
  












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