SANTUARIO
BEATA VERGINE MARIA DELLE GRAZIE

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PELLEGRINAGGI



"Qui, esuli e pellegrini, cantiamo: 

non tanto per goderci il riposo, quanto per sollevarci dalla fatica. 

Cantiamo da viandanti! 

Canta, ma cammina per alleviare le asprezze della marcia; 

ma cantando, non indulgere alla pigrizia. 

Canta e cammina, canta ma cammina!" 


(Sant'Agostino, Vescovo).



NOI, PELLEGRINI ALLE "GRAZIE"

Potete venire soli, in famiglia o in gruppo.
In quest'ultimo caso siete pregati di telefonare.
Vi può anche capitare di fermarvi perché siete di passaggio, e desiderate fare sosta.

Probabilmente è importante chiedersi perché si fa pellegrinaggio; o perché, passando,
ci si ferma e si fa una sosta nel Santuario:

- per un istinto? Perché abbiamo un "magone"?
Perché ci si presenta occasione?
O perché si desidera fare una esperienza cristiana forte,
per rimettere coscienza a posto e verificare il progetto personale di vita cristiana?


Alla fine, in ogni modo, non sarà difficile prendere atto che nella vita "non noi abbiamo scelto Lui, Gesù, ma  Lui ha scelto noi", come ebbe a dire Lui stesso con molto calore ai discepoli nell'Ultima Cena (cfr. Giovanni 15, 16).
Allo stesso modo, non noi a
bbiamo scelto Lei, Maria, come Madre.
Lei ha attratto noi con quella
incredibile tenerezza,
con cui fu attratta ad amare il Figlio Suo Gesù,
e ad amare la Chiesa nascente nel Cenacolo di Gerusalemme.


A Lei, in Santuario, si esprime di tutto: un silenzio a volte talmente imbarazzato o carico che non sai cosa dire, altre volte una preghiera istintiva o corale, o l'ansia, l'invocazione angustiata, anche una promessa, anche un voto di riconoscenza, e quant'altro. Probabilmente, si finisce per accorgersi che Lei continua a comportarsi con noi come si comportò con il Figlio Suo, Gesù: "Eccomi!".

Poi, Lei vede con stupore, conserva e medita  nel cuore; sente in Sè la stessa spada che ci trafigge. Se è a rischio la nostra tranquillità, Lei c'è; e lo sussurra al Figlio Suo, avvertendoci che basterà fare quello che Lui dice. Se siamo in croce, la vedremo addolorata che sta accanto, solidale con noi. Di ritorno dal pellegrinaggio, potremo fare l'esperienza del discepolo Giovanni che la prese con sè, in casa sua; o quella dei discepoli nel Cenacolo, assidui in preghiera con Lei in attesa della discesa dello Spirito Santo" (cfr. i quattro Vangeli, passim). 

Questa confidenzialità con Maria nel Suo Santuario ha due momenti forti:

- la CONFESSIONE o RICONCILIAZIONE:
tutto concorre a far vivere nell'esperienza del pellegrinaggio l'incontro con quel Gesù che dice: "Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro; prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero" (Matteo 11, 28). 

Con la Confessione personale, questa Sua parola si fa calda, forte e decisa: "Àlzati - disse allora al paralitico - prendi il tuo letto e va' a casa tua. Ed egli si alzò e andò a casa sua  (Matteo 9, 5).

- la CELEBRAZIONE EUCARISTICA:
è questo il cuore del pellegrinaggio, come è questa la  sorgente, questo il culmine e il cuore pulsante della vita della Chiesa e di tutta l'esperienza cristiana.
Goderne distesamente in un pellegrinaggio mariano, è ritrovare il dovere, il gusto e la letizia del partecipare alla Santa Messa con attenzione, dignità e devozione, soprattutto nel giorno di domenica: "Senza domenica, non possiamo vivere", urlò un gruppo di martiri della Chiesa primitiva processati, appunto, perché si riunivano per l'Eucaristia nelle loro case.


In atteggiamento di adorazione e contemplazione,
la celebrazione eucaristica in Santuario
merita familiarità con una delicatissima preghiera:

"O sacro convito,
nel quale Cristo diventa nostro cibo,
si perpetua il memoriale della sua passione;
l’anima nostra è riempita di grazia,
e ci è dato il pegno della gloria futura.
Alleluia, alleluia".

Bella e accessibile, questa preghiera, anche in latino:

O sacrum convivium,
in quo Christus sumitur:
recolitur memoria passionis ejus:
mens impletur gratia:
et futurae gloriae nobis pignus datur.
Alleluia.

Prima di uscire dal Santuario, è il Sacerdote stesso che annuncia e augura il frutto buono di una simile esperienza eucaristica.
Egli invoca dal Signore, e per l'intercessione della Beata Vergine Maria - MADONNA DELLA GRAZIA E DELLA MISERICORDIA - benedice il frutto di una fiduciosa e serena ripresa di vita cristiana, salutando così: "Il Signore sia sempre con voi! Andate in pace, glorificate il Signore, portate la Sua gioia in tutte le giornate della vostra vita!".

"Qui, canta da viandante per alleviare le asprezze; ... canta ma cammina; ... lassù canterai nella Patria per goderti il riposo; ... CANTA E CAMMINA!".

+ Egidio Caporello





PREGHIERA DEL PELLEGRINO







Visita del S. Padre
Giovanni Paolo II (1991)










ALLA
MADONNA DEL BUON VIAGGIO


Al vescovo di Montepulciano (Siena)
per dare inizio all'opera a favore dei viandanti della strada, 22 ottobre 1963.


Vergine santa e Madre nostra dolcissima,
che invochiamo col nome
di "Madonna del buon viaggio",
noi ci affidiamo a te nel momento di affrontare
la strada.

Tu conosci i pericoli cui andiamo incontro,
le trepidazioni del percorso,
le consolazioni del ritorno.
Sii tu dunque sempre la nostra guida,
il nostro sostegno, il nostro conforto.
Anche tu nei giorni di tua vita terrena,
provasti i disagi di lunghi viaggi,
nelle contrade di Palestina,
nelle lande assolate d'Egitto,
mossa soltanto da volere di Dio,
fiduciosamente in Lui raccolta
con la tua fede e il tuo amore.

Fa' che possiamo seguire il tuo esempio luminoso,
affinché il nostro viaggio si compia
nella serenità e nell'ordine,
sia sicuro e tranquillo,
preservato dai pericoli dell'anima e del corpo.

Tienici per mano,
come una madre fa' coi suoi figlioli:
assistici
quando il duro lavoro trascina lungo le strade
in un servizio faticoso e monotono:
guidaci anche nello svago turistico,
affinché sia per noi arricchimento di doti umane,
sollievo dello spirito,
incoraggiamento a novello vigore.

E poiché la nostra vita è un viaggio verso il cielo,
dirigi i nostri passi nella via della pace,
e portaci un giorno alla meta finale desiderata,
ove, a te uniti,
con te gioiremo della gioia di Dio,
dolce Madre nostra,
Madonna del buon viaggio.
Con Cristo tuo Figlio e Signore nostro.
Amen.

Paolo VI












INSEGNACI, O MADRE, A VIAGGIARE



Insegnaci, o Madre, a viaggiare
come viaggiavi tu,
nell'oblìo assoluto delle cose materiali,
con lo sguardo dell'anima
incessantemente fisso sul solo Gesù,
che portavi nel tuo seno,
contemplandoLo, adorandoLo,
in continua ammirazione verso di Lui,
passando in mezzo alle creature
come in sogno,
vedendo tutto ciò che non è Gesù
come in una nebbia,
mentre Lui brillava, scintillava,
risplendeva nella tua anima
come un sole,
abbracciava il tuo cuore
ed illuminava il tuo spirito.

Insegnaci a camminare,
nei viaggi che faremo sulla terra
e anche in tutto il viaggio della vita,
così come camminavi tu
nei tuoi viaggi, e come facesti
in tutti i giorni della tua esistenza,
senza vedere le cose esterne,
tutte immerse per noi
in tenebre profonde,
e con gli occhi incessantemente fissi
su Gesù, che illumina la nostra anima
come un getto di fuoco:

Et nox illuminatio mea in deliciis meis

Oh!, sì, mio Dio,
che tutto ciò che non è Te
sia per noi come una notte oscura,
e che Tu, Tu illumini
le profondità delle nostre anime
col tuo delizioso splendore.

Charles de Foucauld









CANTO DEI PELLEGRINI

Salmo 121



1 Alzo gli occhi verso i monti...
Da dove mi verrà l'aiuto?

2 Il mio aiuto vien dal Signore,
che ha fatto il cielo e la terra.

3 Egli non permetterà che il tuo piede         vacilli;
colui che ti protegge non sonnecchierà.

4 Ecco, colui che protegge Israele 
non sonnecchierà né dormirà.

5 Il Signore è colui che ti protegge;
il Signore è la tua ombra;
egli sta alla tua destra.

6 Di giorno il sole non ti colpirà,
né la luna di notte.

7 Il Signore ti preserverà da ogni male;
egli proteggerà l'anima tua.

8 Il Signore ti proteggerà, quando esci 
   e quando entri,
ora e sempre.








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