SANTUARIO
BEATA VERGINE MARIA DELLE GRAZIE

Piazza Santuario, 4 - 46010 Grazie di Curtatone (MN) -
Tel. 0376/349002 - Fax 0376/347112
e-mail:
santuariodellegraziecurtatone@gmail.com

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ORARI


APERTURA DEL SANTUARIO

Da ottobre a marzo:




mattino ...........
ore 7,30 - ore 12,00

pomeriggio ...... ore 15,00 - ore 18,30

Da aprile a settembre



mattino ...........
ore 7,30 - ore 12,00

pomeriggio ...... ore 15,00 - ore 19,30


Per altre eventuali esigenze:

Necessaria previa richiesta al Rettore




ORARI SANTE MESSE FESTIVE 

Sabato e vigilie di solennità infrasettimanali:

Mattino:
O R E :  8,00

Pomeriggio:
O R E: 17,00 (Orario solare)
O R E: 18,00 (Orario legale)


Domenica e solennità infrasettimanali:



O R E :  8,00 - 9,30 - 11,00 - 17,00 (Orario solare)


O R E :  8,00 - 9,30 - 11,00 - 18,00 (Orario legale)





M A G G I O
 
Sante Messe
feriali: ore 8,00 - 18,00
festive: ore 8,00 - 9,30 - 11,00 - 18,00
Santo Rosario: ore 17,30

Nel corso del mese di Maggio,
la Santa Messa è normalmente celebrata
anche negli orari dei molteplici pellegrinaggi
cari alla pietà popolare





AGOSTO: ASSUNZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA



6-14 agosto: novena di preghiera all'Assunta

14 agosto:
O R E: 19,00 - Primi Vespri

15 agosto, Sante Messe:
O R E: 6,30 - 8,00 - 9,30 - 11,00 - 18,00 - 19,00

               
Sono previsti con orari festivi anche i seguenti giorni:
- 26 dicembre
- lunedì di Pasqua
- 16 agosto


ORARI SANTE MESSE FERIALI 


Orario solare:
Mattino:
O R E :  8,00

Pomeriggio:
O R E: 17,00


Orario legale:
Mattino:
O R E :  8,00

Pomeriggio:
O R E: 18,00




SANTO ROSARIO




Ogni giorno la Santa Messa del pomeriggio è preceduta dalla recita del Santo Rosario:

O R E 16,30 (orario solare)

O R E 17,30 (orario legale)





TEMPI RISERVATI PER PELLEGRINAGGI

Nei giorni feriali:

O R E :  9,00 - 12,00

O R E :  15,00 - 16,30 (da novembre a marzo)

O R E :  15,00 - 17,30 (da aprile a ottobre)

O R E :  20,30 - 22,30 - STAGIONE ESTIVA: possibili pellegrinaggi o preghiere comunitarie, previe prenotazioni e accordi con il Rettore


Nei giorni festivi:

possibili i pellegrinaggi  prevedendo la partecipazione alle Sante Messe celebrate con gli orari del Santuario





TEMPI PER LE CONFESSIONI




Giorni feriali

mattino: 7,30/8,30 - 10,00/12,00 (il mercoledì solo durante la Santa Messa)
pomeriggio: mezz'ora prima della Santa Messa fino alla chiusura del Santuario
sabato: 7,30/8,30 - 10,00/12,00 - 15,00/18,30 (orario solare) - 16,00/19,30 (orario legale)


Giorni festivi

7,30/12,00 - 15,00/18,30 (orario solare) 16,00/19,30 (orario legale)



IL TEMPO IN SANTUARIO

Il raccoglimento inizia nel Sagrato, continua con il silenzio nell'ingresso al Santuario, subito si concentra verso gli spazi del Presbiterio, dove è l'Altare, dove è custodita l'Eucaristia, ed è esaltata la venerata Icona della "MADONNA DELLE GRAZIE".
Un simile raccoglimento, alla fine, serve per radunare e accompagnare una Assemblea o un gruppo a preghiera distesa, lieta e familiare.
Tutti, anche se semplici visitatori, sono vivamente pregati di vestire in modi consoni al luogo sacro, e a dare il proprio contributo per un rispettoso silenzio, soprattutto quando sono in corso celebrazioni liturgiche o momenti di preghiera comunitaria.
Non mancheranno tempi e modi adeguati per la visita al Santuario, personale o in gruppo.




Anche il pettirosso ama visitare il Santuario 

ed è curioso di conoscere qualcosa del Sacramento della Riconciliazione




Vergine Madre

"Vergine Madre, figlia del tuo figlio,
umile e alta più che creatura, 
termine fisso d'etterno consiglio,

tu se' colei che l'umana natura 
nobilitasti sì, che 'l suo fattore 
non disdegnò di farsi sua fattura. 

Nel ventre tuo si raccese l'amore,
per lo cui caldo ne l'etterna pace 
così è germinato questo fiore. 

Qui se' a noi meridiana face 
di caritate, e giuso, intra ' mortali,
se' di speranza fontana vivace. 

Donna, se' tanto grande e tanto vali,
che qual vuol grazia e a te non ricorre
sua disianza vuol volar sanz'ali. 

La tua benignità non pur soccorre 
a chi domanda, ma molte fiate 
liberamente al dimandar precorre. 

In te misericordia, in te pietate,
in te magnificenza, in te s'aduna
quantunque in creatura è di bontate". 

Or questi, che da l'infima lacuna
de l'universo infin qui ha vedute 
le vite spiritali ad una ad una, 

supplica a te, per grazia, di virtute
tanto, che possa con li occhi levarsi
più alto verso l'ultima salute. 

E io, che mai per mio veder non arsi
più ch'i' fo per lo suo, tutti miei prieghi
ti porgo, e priego che non sieno scarsi, 

perché tu ogne nube li disleghi 
di sua mortalità co' prieghi tuoi,
sì che 'l sommo piacer li si dispieghi.

Ancor ti priego, regina, che puoi
ciò che tu vuoli, che conservi sani,
dopo tanto veder, li affetti suoi.

Dante Alighieri


Canzone alla Vergine


Vergine bella, che di sol vestita,
coronata di stelle, al sommo Sole
piacesti sì, che 'n te Sua luce ascose,
amor mi spinge a dir di te parole:
ma non so 'ncominciar senza tu' aita,
et di Colui ch'amando in te si pose.
Invoco lei che ben sempre rispose,
chi la chiamò con fede:
Vergine, s'a mercede
miseria extrema de l'humane cose
già mai ti volse, al mio prego t'inchina,
soccorri a la mia guerra,
bench'i' sia terra, et tu del ciel regina.

Vergine saggia, et del bel numero una
de le beate vergini prudenti,
anzi la prima, et con piú chiara lampa;
o saldo scudo de l'afflicte genti
contra colpi di Morte et di Fortuna,
sotto 'l qual si trïumpha, non pur scampa;
o refrigerio al cieco ardor ch'avampa
qui fra i mortali sciocchi:
Vergine, que' belli occhi
che vider tristi la spietata stampa
ne' dolci membri del tuo caro figlio,
volgi al mio dubbio stato,
che sconsigliato a te vèn per consiglio.

Vergine pura, d'ogni parte intera,
del tuo parto gentil figliola et madre,
ch'allumi questa vita, et l'altra adorni,
per te il tuo figlio, et quel del sommo Padre,
o fenestra del ciel lucente altera,
venne a salvarne in su li extremi giorni;
et fra tutt'i terreni altri soggiorni
sola tu fosti electa,
Vergine benedetta,
che 'l pianto d'Eva in allegrezza torni.
Fammi, ché puoi, de la Sua gratia degno,
senza fine o beata,
già coronata nel superno regno.

Vergine santa d'ogni gratia piena,
che per vera et altissima humiltate
salisti al ciel onde miei preghi ascolti,
tu partoristi il fonte di pietate,
et di giustitia il sol, che rasserena
il secol pien d'errori oscuri et folti;
tre dolci et cari nomi ài in te raccolti,
madre, figliuola et sposa:
Vergina glorïosa,
donna del Re che nostri lacci à sciolti
et fatto 'l mondo libero et felice,
ne le cui sante piaghe
prego ch'appaghe il cor, vera beatrice.

Vergine sola al mondo senza exempio,
che 'l ciel di tue bellezze innamorasti,
cui né prima fu simil né seconda,
santi penseri, atti pietosi et casti
al vero Dio sacrato et vivo tempio
fecero in tua verginità feconda.
Per te pò la mia vita esser ioconda,
s'a' tuoi preghi, o Maria,
Vergine dolce et pia,
ove 'l fallo abondò, la gratia abonda.
Con le ginocchia de la mente inchine,
prego che sia mia scorta,
et la mia torta via drizzi a buon fine.

Vergine chiara et stabile in eterno,
di questo tempestoso mare stella,
d'ogni fedel nocchier fidata guida,
pon' mente in che terribile procella
i' mi ritrovo sol, senza governo,
et ò già da vicin l'ultime strida.
Ma pur in te l'anima mia si fida,
peccatrice, i' no 'l nego,
Vergine; ma ti prego
che 'l tuo nemico del mio mal non rida:
ricorditi che fece il peccar nostro,
prender Dio per scamparne,
humana carne al tuo virginal chiostro.

Vergine, quante lagrime ò già sparte,
quante lusinghe et quanti preghi indarno,
pur per mia pena et per mio grave danno!
Da poi ch'i' nacqui in su la riva d'Arno,
cercando or questa et or quel'altra parte,
non è stata mia vita altro ch'affanno.
Mortal bellezza, atti et parole m'ànno
tutta ingombrata l'alma.

Vergine sacra et alma,
non tardar, ch'i' son forse a l'ultimo anno.
I dí miei piú correnti che saetta
fra miserie et peccati
sonsen' andati, et sol Morte n'aspetta.

Vergine, tale è terra, et posto à in doglia
lo mio cor, che vivendo in pianto il tenne
et de mille miei mali un non sapea:
et per saperlo, pur quel che n'avenne
fôra avenuto, ch'ogni altra sua voglia
era a me morte, et a lei fama rea.
Or tu donna del ciel, tu nostra dea
(se dir lice, e convensi),
Vergine d'alti sensi,
tu vedi il tutto; e quel che non potea
far altri, è nulla a la tua gran vertute,
por fine al mio dolore;
ch'a te honore, et a me fia salute.

Vergine, in cui ò tutta mia speranza
che possi et vogli al gran bisogno aitarme,
non mi lasciare in su l'extremo passo.
Non guardar me, ma Chi degnò crearme;
no 'l mio valor, ma l'alta Sua sembianza,
ch'è in me, ti mova a curar d'uom sí basso.
Medusa et l'error mio m'àn fatto un sasso
d'umor vano stillante:
Vergine, tu di sante
lagrime et pïe adempi 'l meo cor lasso,
ch'almen l'ultimo pianto sia devoto,
senza terrestro limo,
come fu 'l primo non d'insania vòto.

Vergine humana, et nemica d'orgoglio,
del comune principio amor t'induca:
miserere d'un cor contrito humile.
Che se poca mortal terra caduca
amar con sí mirabil fede soglio,
che devrò far di te, cosa gentile?
Se dal mio stato assai misero et vile
per le tue man' resurgo,
Vergine, i' sacro et purgo
al tuo nome et penseri e 'ngegno et stile,
la lingua e 'l cor, le lagrime e i sospiri.
Scorgimi al miglior guado,
et prendi in grado i cangiati desiri.

Il dí s'appressa, et non pòte esser lunge,
sí corre il tempo et vola,
Vergine unica et sola,
e 'l cor or coscïentia or morte punge.
Raccomandami al tuo figliuol, verace
homo et verace Dio,
ch'accolga 'l mïo spirto ultimo in pace.

Francesco Petrarca





Sonetto dedicato a Maria
O Regina degli Angeli, o Maria,
ch'adorni il Ciel con tuoi lieti sembianti,
e stella in mar dirizzi i naviganti
a port'e segno di diritta via.
Per la gloria che sei, Vergine pia
ti prego guardi a'mia miseri pianti.
Increscati di me, to'mi davanti
l'insidie di colui che mi travia.
Io spero in te, et ò sempre sperato,
vagliami il lungo amor e riverente,
il qual ti porto, et ò sempre portato.
Dirizza il mio cammin, fammi possente
di divenir ancor dal destro lato
del tuo Figliol, fra la beata gente.
 
Giovanni Boccaccio





O tutt'amorosa

«O benigna, o dolce, o preziosa,
o del tutt'amorosa
madre del mio Signore e donna mia,

ove fugge, o' chiama, o' sperar osa
l'alma mia bisognosa,
se tu, mia miglior madre, hai la 'n obbria?

Chi, se non tu, misericordiosa,
chi saggia u poderosa,
u degna 'n farmi amore u cortesia?
Mercé, donque: non più mercé nascosa,
né paia 'n parva cosa,
ché grave 'n abondanza è carestia.
Né sanaria la mia gran piaga fera
medicina leggera.

Ma, si tutta sì fera e brutta pare,
sdegneraila sanare?
Chi gran mastro, che non gran piaga chera?
Se non miseria fusse, ove mostrare
se porea, né laudare

la pietà tua tanta e sì vera?
Conven dunque misera,
a te, Madonna, miserando orrare. »

Fra Guittone d'Arezzo


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